lunedì 25 maggio 2015

Un noir dei sentimenti


Fabio Salvi è un giornalista che si occupa di cronaca nera e giudiziaria. I suoi migliori sono, non a caso, gli agenti di un Commissariato milanese dove il reporter si reca ogni giorno alla ricerca di storie, spinto dal bisogno di rendere giustizia alla verità ed appagare il diritto collettivo a ricevere informazioni su quello che accade nel mondo.

La (apparente) serenità del "Cuore Apolide" protagonista del secondo romanzo di Roberto Pegorini (edizioni Caosfera) è però incrinata da problemi di natura personale e da un'ombra che rispunta all'improvviso da un passato non troppo lontano, trascinando con sé una serie di complicazioni collaterali. La principale ha il volto e la fisicità prorompente di Katia, una maestra d'asilo che entra come un uragano nella vita di Fabio, apparentemente mettendo a rischio le sue già fragili certezze, nella sostanza, invece, cementandolo nella direzione che da tempo ha già preso.  

“[…] gli viene da pensare che il suo è un cuore apolide; avrebbe tanto amore da donare eppure non trova pace e riparo e si trova costretto a vagare nel mondo dei sentimenti altrui senza patria, senza colpa.” (Roberto Pegorini, "Cuore apolide", pag. 303)  
L’amore e l’amicizia sono messe a dura prova in una corsa contro se stessi e le più paure più elementari che si annidano nell’animo umano. Una squadra di "eroi di tutti i giorni" cercherà di inchiodare alle sue responsabilità un personaggio già a suo tempo sottrattosi con metodi del tutto illegali. La posta in palio è alta: l’incolumità di un bambino. Mentre si va costruendo la "rete" con cui catturare il pericoloso soggetto in questione, il suono ripetuto del cellulare di Fabio Salvi arriva a confondere per un attimo le idee. Le telefonate anonime indirizzate al giornalista e l’operazione di di polizia che si sta organizzando sono forse collegate? L'equilibrio psico-fisico del reporter è messo sempre più alla prova. Una scoperta dolorosa e una rinuncia dettata dal rispetto per i valori deontologici della professione a cui non saprebbe rinunciare rendono lo scenario ancor più complesso da gestire. Ormai però la pistola è armata. Tornare indietro non è possibile.


In una Milano colorata dalle emozioni del protagonista (e dell’autore che vi è nato), la "buona battaglia" di Fabio Salvi può essere letta come un omaggio ai tanti cronisti che hanno messo a repentaglio la propria vita nel tentativo di contribuire a costruire un mondo dove a pagare siano solo i colpevoli. Per Roberto Pegorini, classe 1969, giornalista, "Cuore apolide" rappresenta la possibilità di trasfondere in un romanzo l’esperienza acquisita in oltre vent’anni di carriera spesi a raccontare i casi più emblematici legati alla cronaca nera e giudiziaria

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