lunedì 25 maggio 2015

Quasi una vicenda dei giorni nostri

Carlo A. Martigli ha pubblicato per i tipi di Longanesi "La congiura dei potenti", un suggestivo affresco dell’Europa del XVI secolo, spazzata dai venti della Riforma Protestante. Lo scrittore, toscano di nascita ma ligure d’adozione, è al suo terzo romanzo dopo "999. L’ultimo custode", che ricalca, un secolo prima, la figura del pensatore Giovanni Pico dei conti di Mirandola e Concordia, e che solo in Italia ha superato in breve tempo le 130.000 copie vendute; e "L’Eretico", uscito due anni fa, che ha ribadito il consenso di pubblico, tanto che oggi le opere di Martigli circolano tradotte in sedici paesi e quattro continenti.
Anticipare qualcos’altro sulle avventure, dalla Turchia alla Roma di Papa Leone X fino ad Augusta, di Paolo de Mola (figlio di una nota conoscenza per quanti hanno già letto uno dei testi citati), sarebbe rubare un pezzetto del godimento che si può trarre da una scrittura accurata, ricca di riferimenti bibliografici, ma fluida, godibile, capace di inchiodarti alle pagine con il desiderio di saperne sempre di più.
I personaggi, alcuni dei più noti di quell’epoca così densa di eventi, acquistano carnalità, fuoriuscendo da quella stereotipizzazione che spesso colpisce i grandi consegnati alla storia.
Anche le figure create dalla mente di Martigli sono umanissime nel loro peregrinare sulla terra, a volte costrette da eventi inaspettati a cambiare in un solo istante il corso dei loro passi, ancora e ancora.
Le città citate (Costantinopoli prima e dopo l’avvento di Solimano Il Magnifico; la Roma di Papa Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo; la Germania della crociata di Thomas Müntzer, il predicatore che sollevò le masse deboli contro i potenti di stato e chiesa) vibrano altresì di suoni, colori ed emozioni, quasi come se lo scrittore fosse riuscito con una magia a ricrearcele davanti agli occhi.




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